domenica 20 settembre 2009
lunedì 1 giugno 2009
Succede....le persone muoino.
Succede, certo. E ogni volta fa male. Non ci si abitua mai. Non si riesce a vederci 'il ciclo della vita' - solo il senso di vuoto. Il dolore inebetente. L'incapacità di accettare. Il buco silenzioso e buio in cui anche l'urlo più lacerante si perde, non arriva a toccare niente e nessuno.
Quell'assurda sensazione di non spazio e non tempo, che in fondo non ci abbandona mai del tutto, una volta provata.
La consapevolezza della fragilità assoluta di tutto ciò che è importante, essenziale, insostituibile.
Quell'assurda sensazione di non spazio e non tempo, che in fondo non ci abbandona mai del tutto, una volta provata.
La consapevolezza della fragilità assoluta di tutto ciò che è importante, essenziale, insostituibile.
sabato 23 maggio 2009
the ...target ? :-)
We often loose sight of it.
What are we really looking for...what do we wish and want...?
We can agree to share other people's dreams...to some extent.
Yet, we should never - never - commit too much.
Just accept a 30% commitment, as a friend kindly suggested me this aftenoon.
Difficult to realize what a 30% is, exactly - but possible:-)
Already gone over the number, I'm afraid... and just deciding to get back, at once.
What are we really looking for...what do we wish and want...?
We can agree to share other people's dreams...to some extent.
Yet, we should never - never - commit too much.
Just accept a 30% commitment, as a friend kindly suggested me this aftenoon.
Difficult to realize what a 30% is, exactly - but possible:-)
Already gone over the number, I'm afraid... and just deciding to get back, at once.
domenica 22 febbraio 2009
TO A NEW FB 'FRIEND' :-)
IN A STATION OF THE METRO
The apparition of these faces in the crowd;
Petals on a wet, black bough.
Ezra Pound
The apparition of these faces in the crowd;
Petals on a wet, black bough.
Ezra Pound
martedì 17 febbraio 2009
Thinking and trying not to 'feel'....
Maybe this is the very moment you realise you're getting 'old' - not simply growing up, but really 'olding up'.
When you don't 'feel' so much any longer.
At least, try not to - and get it,the right way, more and more often.
Don't feel so happy. Don't feel so sad. Don't feel so angry - upset - or whatever else...about anything.
DON'T WANT to 'feel'.
Just wish to live on a mere, empty ..."Who cares?"
If you can just be careful enough not to 'put yourself' too much into anything and nobody - nothing and nobody will be possibly 'touch' you too much.
When you don't 'feel' so much any longer.
At least, try not to - and get it,the right way, more and more often.
Don't feel so happy. Don't feel so sad. Don't feel so angry - upset - or whatever else...about anything.
DON'T WANT to 'feel'.
Just wish to live on a mere, empty ..."Who cares?"
If you can just be careful enough not to 'put yourself' too much into anything and nobody - nothing and nobody will be possibly 'touch' you too much.
sabato 14 febbraio 2009
ABOUT BOOKS...AND LOVE :-)
….Se, come usiamo dire, mio figlio, mia figlia, i giovani, non amano leggere – e il verbo è giustissimo, poiché proprio di una ferita d’amore si tratta – non bisogna incolpare né la televisione, né i tempi moderni, né la scuola.
Oppure, se vogliamo, tutte queste cose insieme, ma solo dopo esserci posti una domanda fondamentale: che cosa ne abbiamo fatto del lettore ideale che egli era quando noi stessi svolgevamo contemporaneamente il ruolo del narratore e quello del libro?
Quale enorme tradimento! …La leggerezza delle nostre frasi lo liberava dalla forza di gravità, ora l’indecifrabile brulichio delle lettere soffoca persino le sue tentazioni di sogno.
L’avevamo iniziato al viaggio verticale, ed ora è schiacciato dallo stupore dello sforzo.
L’avevamo dotato dell’ ubiquità , ed eccolo imprigionato nella sua camera, la sua classe, il suo libro – in uan riga, una parola….
Santo Dio, non è possibile che questo bambino non abbia capito il contenuto di 15 righe! Non sono poi la fine del mondo, 15 righe!
Eravamo il suo narratore, e siamo diventati il suo contabile…..
Il buon lettore rimarrà se gli adulti che lo circondano…accettano di perdere qualche serata invece di tentare di guadagnare tempo ….evitano di trasformare in corvè quel che era un piacere, alimentano questo piacere ….fondano questo piacere sulla gratuità di qualsiasi esperienza culturale – e riscoprono anch’essi, il piacere di questa gratuità…….
Leggere.
Ad alta voce.
Gratuitamente.
Le sue storie preferite….
“Bene, cos’ho letto?”
Questa domanda non gliela facciamo…Ci limitiamo a leggere. Gratis….
Se non fa ancora grandi progressi nel recitare le letture scolastiche, non facciamoci prendere dal panico: il tempo è dalla nostra parte, da quando abbiamo rinunciato a fargliene guadagnare.
I progressi, i famigerati “progressi” si manifesteranno in altro modo, quando meno ce l’aspettiamo..
“Hai saltato unpezzo!”…”Come si scrive?”…”Leggo con te!”…”Comincio io!”..”Stassera leggo io1”….
Ecco. E’ fatta….
Leggere, si impara a scuola.
Quanto ad amare leggere…..
Il piacere di leggere? Che roba è, il piacere di leggere?....la maggior parte delle letture che ci hanno modellati non le abbiamo fatte per , ma contro. Abbiamo letto per proteggerci, per rifiutare o per opporci…Ogni lettura è un atto di resistenza…A tutte le contingenze…Una lettura ben fatta salva da tutto, compresi se stessi….Il piacere del libro letto lo teniamo spesso gelosamente segreto…Questo silenzio è il garante della nostra intimità. Il libro l’abbiamo letto, ma noi ci siamo ancora dentro…Il libro ci offre un riparo da Grande Esterno, ci offre un osservatorio, al di sopra dei paesaggi contingenti. Abbiamo letto e taciamo. Taciamo perché abbiamo letto….
Silenzio, dunque…
…Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara. Ed è ad
una persona cara, che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo…Noi siamo abitati da libri, e da amici…
Daniel Pennac, "Come un romanzo"
Oppure, se vogliamo, tutte queste cose insieme, ma solo dopo esserci posti una domanda fondamentale: che cosa ne abbiamo fatto del lettore ideale che egli era quando noi stessi svolgevamo contemporaneamente il ruolo del narratore e quello del libro?
Quale enorme tradimento! …La leggerezza delle nostre frasi lo liberava dalla forza di gravità, ora l’indecifrabile brulichio delle lettere soffoca persino le sue tentazioni di sogno.
L’avevamo iniziato al viaggio verticale, ed ora è schiacciato dallo stupore dello sforzo.
L’avevamo dotato dell’ ubiquità , ed eccolo imprigionato nella sua camera, la sua classe, il suo libro – in uan riga, una parola….
Santo Dio, non è possibile che questo bambino non abbia capito il contenuto di 15 righe! Non sono poi la fine del mondo, 15 righe!
Eravamo il suo narratore, e siamo diventati il suo contabile…..
Il buon lettore rimarrà se gli adulti che lo circondano…accettano di perdere qualche serata invece di tentare di guadagnare tempo ….evitano di trasformare in corvè quel che era un piacere, alimentano questo piacere ….fondano questo piacere sulla gratuità di qualsiasi esperienza culturale – e riscoprono anch’essi, il piacere di questa gratuità…….
Leggere.
Ad alta voce.
Gratuitamente.
Le sue storie preferite….
“Bene, cos’ho letto?”
Questa domanda non gliela facciamo…Ci limitiamo a leggere. Gratis….
Se non fa ancora grandi progressi nel recitare le letture scolastiche, non facciamoci prendere dal panico: il tempo è dalla nostra parte, da quando abbiamo rinunciato a fargliene guadagnare.
I progressi, i famigerati “progressi” si manifesteranno in altro modo, quando meno ce l’aspettiamo..
“Hai saltato unpezzo!”…”Come si scrive?”…”Leggo con te!”…”Comincio io!”..”Stassera leggo io1”….
Ecco. E’ fatta….
Leggere, si impara a scuola.
Quanto ad amare leggere…..
Il piacere di leggere? Che roba è, il piacere di leggere?....la maggior parte delle letture che ci hanno modellati non le abbiamo fatte per , ma contro. Abbiamo letto per proteggerci, per rifiutare o per opporci…Ogni lettura è un atto di resistenza…A tutte le contingenze…Una lettura ben fatta salva da tutto, compresi se stessi….Il piacere del libro letto lo teniamo spesso gelosamente segreto…Questo silenzio è il garante della nostra intimità. Il libro l’abbiamo letto, ma noi ci siamo ancora dentro…Il libro ci offre un riparo da Grande Esterno, ci offre un osservatorio, al di sopra dei paesaggi contingenti. Abbiamo letto e taciamo. Taciamo perché abbiamo letto….
Silenzio, dunque…
…Quel che abbiamo letto di più bello lo dobbiamo quasi sempre ad una persona cara. Ed è ad
una persona cara, che subito ne parleremo. Forse proprio perché la peculiarità del sentimento, come del desiderio di leggere, è il fatto di preferire. Amare vuol dire, in ultima analisi, far dono delle nostre preferenze a coloro che preferiamo…Noi siamo abitati da libri, e da amici…
Daniel Pennac, "Come un romanzo"
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